Il Mandala e la Competizione Cooperativa



Fortunatamente la formazione trasversale in azienda si è sempre più spostata da una trasmissione di contenuti di tipo cognitivo ad una di tipo simbolico-metaforico.

Perché concetti legati al saper Essere piuttosto che al Sapere o al Fare, non passano attraverso una lezione frontale con tanto di slide e lavagna.

Immaginate allora un compito inusuale in azienda come quello di realizzare una serie di mandala: composizioni artistiche originarie dei monaci tibetani che le usavano come forma di meditazione e realizzazione di virtù spirituali quali, ad esempio, il non attaccamento (infatti questi bellissimi capolavori di armonia, dedizione e perfezione venivano poi bruciati).

E adesso proviamo a trasporre tali significati in azienda.

Immaginiamo di realizzare dei gruppi di lavoro secondo criteri classici di "separazione" del tipo: tutte le

persone che lavorano ad un progetto, oppure in una determinata funzione (ad esempio tutti quelli dell'amministrazione per un mandala, la logistica per un altro, e così via...

A quel punto si sarà realizzato il classico team building competitivo in cui il nostro mandala è più bello del vostro.


Una visione più ampia...

E adesso proviamo immaginare che i team siano costituiti da persone che condividono la partecipazione ad un processo di lavoro interfunzionale.

A quel punto la realizzazione sarà quella dell'essere parte di meccanismo più grande, di cui non conosco i dettagli, ma ne colgo la complessità. Trascendo così la percezione di separatezza e parcellizzazione che viene spesso indotta dalle aziende che non prevedono negoziazioni tra le parti interessate nella definizione di processi interfunzionali complessi (in una logica top down).

Spesso non viene neanche passata a livello informativo una visione d'insieme di esso, perché tanto gli altri pezzi non lo riguardano. Ma le conseguenze di atteggiamento si notano e come!


...E ancora più ampia

E adesso proviamo a immaginare che in una sessione di lavoro sul mandala si formi un gruppo interfunzionale e tu che vi hai partecipato dici: "ma il nostro mandala sta venendo più bello del vostro..." perché l'abitudine alla contrapposizione è così radicata da risultare quasi impossibile da estirpare.

Ma ecco che tu vieni gentilmente invitato a proseguire il tuo lavoro sul mandala di un altro gruppo interfunzionale, e poi su un altro ancora e via dicendo fino a che non si saranno realizzati n mandala diversi in cui ciascuna persona ha partecipato ad ognuno di essi. Allora non puoi più dire che il nostro è più bello del vostro perché tu eri in tutti i mandala.

A quel punto puoi solo percepire l'appartenenza a un "tutto" che è l'azienda di cui fai parte nel suo complesso, senza separatismi interni. E tutti quanti avremo realizzato il "non attaccamento" al nostro orticello abbracciando un'idea superiore di appartenenza. Avremo così rafforzato la nostra identità aziendale oltre a quella individuale. Quest'ultima, attraverso il potente empowerment che si attiva ogni volta che realizziamo qualcosa di bello e grandioso.


Effetti pratici di una visione più ampia

Ed ecco che a questo punto puoi adottare comportamenti di sostegno ad un'idea più vasta di lavoro in cui tu percepisci che il tuo contributo, seppur piccolo nella complessità del meccanismo, non viene mai perso e che anche tu fai la differenza. Diventa allora più facile sostenere la tua azienda anche all'esterno, come ormai avviene imprescindibile attraverso la pratica dell'Employee Advocacy in cui ciascun dipendente, seppur da una posizione individuale e personale, promuove pubblicamente sui social media l'azienda in cui lavora.

E sarà anche possibile superare i separatismi all'interno di varie aree funzionali o settori d'azienda guadagnando in armonia e produttività.

Avremo così realizzato la sintesi degli opposti: la competizione cooperativa verso un fine superiore come nella storiella del tagliatore di pietre in cui un viandante domanda al primo tagliatore di pietre:"cosa stai facendo?". E l'altro risponde: "non vedi? Sto tagliando le pietre". Il viandante rivolge la stessa domanda ad un secondo tagliatore di pietre che risponde: "non vedi? Sto guadagnando il pane per sfamare la mia famiglia".

Mentre l'ultimo tagliatore di pietre risponde alla medesima domanda: "non vedi? Sto costruendo una cattedrale per celebrare la magnificenza del mio Signore".

In fondo tutto nella vita é sempre una questione di atteggiamento.

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